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Jacobs l’insoddisfatto: ”Devo fare meglio”

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Ha fatto il giro di tutte le tv del pianeta. “Ma almeno così mi sono allenato con l’inglese; alla fine il mio accento era anche interessante…”. Marcell Jacobs è nel vortice dell’attenzione, ma non perde il piacere della battuta. Un attimo dopo, la testa torna ai magic moments vissuti in pista. “L’obiettivo era correre bene e vincere la batteria per avere una buona corsia in semifinale. È stato raggiunto, ma non mi aspettavo questo tempo, perché in realtà ho fatto un po’ di fatica rispetto ad altre occasioni. Gli altri? Bromell domani sarà al top, e De Grasse non è una sorpresa. Me l’aspettavo, dal 2015 non ha mai sbagliato una finale, sapevo che l’avrei trovato al meglio qui”.

L’analisi della gara è molto chiara: “Sono uscito bene dal blocco, ma in accelerazione ho fatto dei passi troppo ampi, non avendo quelle frequenze che di solito mi portano ad avere la giusta accelerazione. Domani dovrò solo salire di frequenze, mantenendo la stessa ampiezza, ed è bingo!”, ride. Poi, di nuovo serio: “Sì, un po’ d’emozione c’era: questo era il mio sogno di bambino, mi sto davvero godendo ogni momento qui”. 

Impossibile dire chi sia il favorito. Jacobs respinge l’invito: “Non ne ho la più pallida idea, perché (gli avversari, ndr) oggi hanno fatto così, domani magari fanno cosà. Per quanto mi riguarda, io non posso che essere contento, l’Olimpiade è iniziata nel migliore dei modi. Spero solo di essere un po’ più riposato domani, perché in effetti da quando sono arrivato non riesco a dormire oltre le sette del mattino… Nessun problema, le Olimpiadi, queste emozioni, danno una carica ed energie pazzesche. Domani bisognerà migliorarsi, per forza, perché per entrare in una finale olimpica bisogna correre davvero forte. Cercherò di non pensare al tempo, concentrarmi solo sulla qualificazione. Conta entrare in finale”.

“Sono parzialmente soddisfatto – dice Filippo Tortu – perché ho fatto il mio stagionale, ma domani dovrò correre molto meglio per entrare in finale. Darò tutto quello che ho per riuscirci. Le false di oggi non mi hanno disturbato, mi sono sempre reso conto di quello che stava accadendo. Sul piano tecnico credo di aver fatto tutto quel che dovevo, forse ho perso qualcosa negli ultimi dieci metri, ma quando ti vedi qualcuno davanti, l’aspetto tecnico finisce per perdersi”.

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Elogi per il compagno Marcell Jacobs. “Non ho visto la gara perché ero in call-room, ma ha confermato quanto di buono già fatto in stagione. Migliorarsi nell’occasione che conta, poi, rende il risultato ancor più significativo, non posso che fargli i complimenti. L’Olimpiade? È stato bello, davvero, soprattutto la settimana al Campus. Al villaggio è come non fossi ancora entrato, ho cercato di rimanere concentrato, perché questa per me è una gara che ha un significato speciale, mi dà delle mozioni fortissime, visti i valori che si porta dietro. La settimana passata a Tokorozawa, al di là dei tempi fatti, è stata probabilmente la più felice della mia vita: ho sempre tenuto l’atletica in una posizione importante, ma non primaria, le emozioni più importanti le avevo vissute con la mia famiglia, i miei amici; però, quello che ho provato in questa settimana in Giappone, non l’ho mai provato prima”.

Filippo Randazzo è il ritratto della felicità. “Fare quasi la misura di qualificazione alle Olimpiadi, al primo salto, è un sogno. Ma io ho lavorato tanto, in questa stagione, su questo sogno. 

Cercando soprattutto di essere costanti, in ogni gara, ed essere riusciti ad entrare nei 12 mi riempie di soddisfazione. Non ho fatto il terzo salto perché ho cercato di risparmiare energie in vista della finale, dove può succedere di tutto. Il mio obiettivo adesso è dare tutto, uscire dal campo svuotato, perché questo mi renderà comunque vincente. Poi, potranno arrivare tre nulli o anche un misurone, ovvero un salto oltre gli 8,30, non cambia la sostanza. La stagione? Sì, le vittorie internazionali sono importanti, fanno esperienza, e qui sono servite”.

“Ieri un bel sorriso, anche con un pizzico di fortuna, oggi un mezzo sorriso”. Anna Bongiorni è fatta così. Anche di fronte alle donne più veloci del pianeta, non può essere contenta per un’eliminazione. “è bello essere qui con le migliori al mondo, ma speravo di fare meglio, perché credo di avere un risultato diverso nelle gambe. Ma questa cattiveria questo pizzico di insoddisfazione me lo porterò in staffetta, dove so che daremo il meglio. Siamo un gruppo incredibile, vogliamo la finale olimpica, un traguardo difficile, ma sento che lo meritiamo”.

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