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Mountain Bike

Trentino DH Racing affida a Corrado Toso la crescita dei suoi ragazzi

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Giovane ma con le idee chiare e un progetto strutturato, volto alla crescita di nuovi talenti della mountain bike downhill.

Nata tre anni fa, la Trentino DH Racing ora punta a fare un importante salto di qualità e nel 2022 avrà due propri rappresentanti in Coppa del Mondo, il trentino Alessandro Gadotti e l’altoatesino Hannes Alber, inseriti nel «top team» assieme al piemontese Marco Comerio, all’altro altoatesino Cristoph Moser, all’emiliano Filippo Rossi e al bresciano Riccardo Gramatica.

La crescita dei ragazzi è stata affidata alle sapienti mani di un tecnico d’élite, il friulano Corrado Toso, l’unico in Italia – ad oggi – a poter vantare una qualifica di livello internazionale, grazie al corso sostenuto nel 2017 al centro mondiale del ciclismo a Aegle, in Svizzera, dove ha conseguito l’«UciLevel 3 Diploma Coach».

Toso sarà a disposizione sia degli atleti del top team che di quelli del race team. Quest’ultimo è dedicato agli agonisti studenti ed è nato con l’obiettivo di aiutarli ad approfondire la tecnica, scendere in sicurezza e migliorare le prestazioni agonistiche, con campus d’allenamento estivi e la partecipazione alle gare del calendario nazionale (Coppa Italia e campionato italiano).

Il lavoro con i rider del top team è già partito, con dei mini raduni e un ritiro di una settimana sostenuto in Liguria durante le festività natalizie.
«Il progetto è molto interessante, direi fuori dagli standard per l’ambiente nel quale viviamo – commenta Corrado Toso – Nessuno propone una cosa del genere ai ragazzi, come faremo noi nel periodo estivo. Parliamo di un progetto a lungo termine, che aiuterà moltissimo il movimento del downhill italiano. Un’offerta che permette ai giovani di essere seguiti in sicurezza e che potrà essere d’esempio per altre realtà, andando ad aumentare il bacino dei praticanti».

Su cosa avete iniziato a lavorare con gli atleti del top team?
«In questo momento stiamo lavorando principalmente sulle tecniche di guida, sulla postura e sull’efficacia dell’azione sulla bici – spiega Toso – Progressivamente, poi, inizieremo a introdurre delle run cronometrate, con l’obiettivo di arrivare al pre-stagione con una simulazione di un intero weekend di gara, in modo da testare anche i nervi dei ragazzi».

Il lavoro, chiaramente, va calibrato a seconda delle esigenze di ogni rider.
«In base alle necessità di ognuno, lavoriamo per rafforzare i rispettivi punti di forza e migliorare i punti deboli – aggiunge Toso – Curiamo l’impostazione delle curve, la scelta della linea corretta su un determinato settore della pista, la fluidità dei movimenti, la pulizia di guida, in modo che i ragazzi possano sentirsi un tutt’uno con la bici».

Come ha visto, finora, gli atleti del top team?
«Il gruppo è molto coeso e affiatato. I ragazzi sono motivati e predisposti a dare il loro 110%, riconoscenti nei confronti della società per l’opportunità che viene loro data. È una rarità, in uno sport di nicchia come il downhill, avere un supporto di questo tipo».

Gadotti e Alber parteciperanno alle gare del massimo circuito internazionale. Una sfida difficile e stimolante.
«Il livello di Coppa del Mondo è molto alto. Confrontarsi con i big della specialità sarà bello ma altrettanto impegnativo – spiega ancora Toso – Hannes e Alessandro, però, sono molto giovani e hanno tutto il tempo per crescere. In questa fase è importante avere la possibilità di partecipare alle gare del massimo circuito internazionale e accumulare esperienza».

Un obiettivo concreto?
«Riuscire a superare le qualificazioni già durante la prossima stagione sarebbe stupendo – replica Toso – ma sarà comunque importante il confronto, capire qual è il livello in quel tipo di competizioni e dove bisogna andare a lavorare. L’esperienza è importante anche per gestire le emozioni, le varie fasi di gara».

Cosa si aspetta per l’inizio della stagione?
«Le prime gare ci serviranno come metro di paragone, per capire in che direzione andare e a che punto siamo – conclude Toso – Le sensazioni dei ragazzi sono molto buone, anche perché quest’anno hanno iniziato prima a girare in bici rispetto agli anni passati. Stiamo cercando di affinare la tecnica sfruttando anche la pista da bmx e la bici da enduro, che permette di curare l’esecuzione dei passaggi ad andature più ridotte e di fare un po’ di resistenza. Ora, invece, inizieremo a riprendere confidenza con il mezzo e la velocità, cercando di prendere la decisione corretta nel minor tempo possibile».
Aspettando le prime gare della stagione.

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