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Paralimpiade di Pechino, sesto posto per Jacopo Luchini nello snowboard cross, fuori ai quarti di finale Mirko Moro e Riccardo Cardani

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Si ferma in semifinale la corsa di Jacopo Luchini verso una medaglia. Riccardo Cardani e Mirko Moro, invece, escono ai quarti: è questa la sintesi deile finali di snowboard cross di categoria Upper Limb. Una giornata sfortunata, per l’Italia, penalizzata già nel tabellone dei quarti, che mette i tre azzurri tutti nella stessa heat insieme al cinese Ji Lijia. Alla fine sarà proprio il padrone di casa ad aggiudicarsi la run davanti a Luchini, mentre Cardani e Moro devono abbandonare il proseguire la loro cavalcata.

In semifinale, un contatto dopo pochi secondi di gara impedisce al toscano di tenere il passo dei cinesi Ji e Zhu Yonggang, che si qualificano per la finale.

Nella small final, il rider di Montemurlo tesserato per lo Sci Club Paralimpic Cimone ottiene la seconda posizione dietro al britannico James barner-Miller. Terzo e quarto posto, rispettivamente, per il cinese Zhao Jiang e il giapponese Masataka Oiwane. Luchini porta a casa, quindi, il sesto posto nella classifica generale. Podio tutti cinese nella big final, con il primo gradino a Ji Lijia, il secondo a Wang Pengyao, il terzo a Zhu Yonggang.

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“Purtroppo non è andata come ce lo aspettavamo – dichiara Luchini – ci siamo preparati tanto, confrontandoci negli ultimi quattro anni con atleti di tutto il mondo e poi siamo arrivati qui e abbiamo trovato sei atleti cinesi nella nostra categoria veramente forti. Peggio di così non poteva andare. In questi giorni abbiamo lavorato duramente, preparando la gara nei minimi dettagli, mi sentivo in forma e credevo di poter arrivare in finale”.

“La pista era molto tecnica, veloce ma adatta alle mie caratteristiche – prosegue il toscano – ero ottimista, anche perché arrivavo a questo appuntamento da campione del mondo e con aspettative altissime. Poi, in semifinale, sono stato toccato da un cinese in curva 1 e ho buttato la possibilità di andare in finale. Non sono rammaricato, sono dispiaciuto perché arrivare qua, nell’evento più importante, e trovarsi questa sorpresa che si chiama Cina fa veramente male”. 

“Per tre anni si sono nascosti, allenandosi su questa pista e non prendendo parte a gare internazionali. In tutto questo tempo ci hanno studiati mentre noi non sapevamo nemmeno chi fossero. Ora, però, testa al banked slalom, dove speriamo di portare a casa qualcosa”. 

“Non è andata bene, anzi, mi sento a credito di fortuna, perché già partire con tutti e tre nella stessa run non è stato bellissimo – commenta il responsabile tecnico dell’Italia Igor Confortin – una semifinale così scorretta, poi, era tanto che non la vedevo, non tanto su Jacopo quanto su Barnes-Miller, che ne ha fatto le spese. Jacopo sarebbe andato in big final, ma non è stato così. Nella small final, poi, di nuovo il cinese ha provato a stendere sia l’inglese che Luchini, che si è dovuto accontentare del sesto posto finale. Non siamo contenti e anche per questo abbiamo fatto ricorso sia noi sia la Gran Bretagna. Il dispiacere è che tutti i migliori non siano arrivati in finale”.

“Purtroppo è accaduta la peggiore delle ipotesi, due italiani su tre fuori – racconta Cardani al termine dei quarti – io ci ho messo tutto ma davanti sono stati veramente bravi, sono andati velocissimi. Sono contento di essere arrivato sino a qui ma so che il lavoro per arrivare a Milano Cortina 2026 è ancora lungo. A ogni modo ci rifaremo nel banked”.

“Ho trovato la pista meglio degli altri giorni ma i miei avversari sono andati veramente troppo forte – osserva Moro – un errore al primo rettilineo mi ha costretto a recuperare ancora di più e a spingere ma purtroppo non sempre si è fortunati. L’importante, però, è provarci e recuperare in vista della prossima gara”.

Sabato, infatti, ci sarà il banked slalom in cui i tre rider azzurri vanno a caccia di riscatto.

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