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Para Ice Hockey, per l’Italia una Paralimpiade da protagonisti

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Una Paralimpiade da leoni. Il quinto posto ottenuto dalla Nazionale azzurra di para ice hockey sul ghiaccio del National Indoor Stadium è un risultato che vale come una medaglia per un movimento in cui si fatica a trovare tesserati, che in Italia non superano le sessanta unità. Eppure, sgomitando tra le superpotenze mondiali, gli azzurri di Massimo Da Rin si sono fatti largo e, dopo aver conquistato il pass per i quinti Giochi Paralimpici consecutivi da Torino 2006 in poi, hanno onorato il torneo alla grande.

Dopo un esordio difficile contro la Repubblica Ceca (0-5), Cavaliere e compagni hanno rialzato la testa per battere ventiquattr’ore dopo la Slovacchia agli shootout (2-1), assicurandosi così il passaggio del turno ai quarti di finale, nonostante la successiva sconfitta contro i padroni di casa della Cina (0-6), poi capaci di agguantare uno storico bronzo alla fine della manifestazione. Nella fase a eliminazione diretta, la Corea del Sud ha fermato il cammino degli azzurri verso le medaglie, proprio come accaduto quattro anni fa a PyeongChang nella finale per il bronzo: gli asiatici si sono imposti per 4-0.

L’Italia però si è ricompattata e ha voluto lasciare Pechino da vincente. Così, nella nuova sfida contro la Repubblica Ceca per il quinto posto conclusivo, è arrivata la miglior prestazione di tutto il torneo, con un 4-3 da favola ai tempi supplementari che ha fatto innamorare tutta l’Italia e non solo. Persino il New York Times (qui l’articolo) ha parlato del risultato degli azzurri, sottolineando il fatto che nessuno di loro è professionista al contrario di quanto avviene ad esempio nel Paese dei 5 volte campioni paralimpici statunitensi, che oggi hanno battuto per 5-0 il Canada nella finalissima.

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Questo il commento del presidente della Fisg, Andrea Gios: “Sono davvero orgoglioso di quanto hanno saputo fare i nostri ragazzi, sapientemente guidati da Massimo Da Rin e Mirko Bianchi. Dietro a questo quinto posto ci sono gli sforzi di tante persone che nella vita non si dedicano soltanto al para ice hockey, ma riescono nei ritagli di tempo a costruire qualcosa di grandioso. Il mio augurio e il mio impegno per i prossimi quattro anni è continuare a lavorare, insieme al Comitato Italiano Paralimpico, per portare sempre più ragazzi a provare questo sport fantastico che non ha nulla da invidiare alla sua versione olimpica in piedi. Il reclutamento, come hanno ricordato giustamente a più riprese i ragazzi, è l’unica strada per crescere e sognare di fare ancora meglio tra quattro anni sul nostro ghiaccio di casa“.

A Milano Cortina 2026 si rivedrà, dopo 16 anni di assenza, anche il wheelchair curling, dopo che Egidio Marchese e compagni hanno lottato senza successo lo scorso autunno per centrare la qualificazione per Pechino: “Mi auguro che la curling-mania scatenata dallo splendido trionfo di Mosaner-Constantini possa spingere anche tanti ragazzi in carrozzina a cimentarsi nella sua versione paralimpica. Anche in questo settore, l’avvento di nuovi tesserati può aiutarci a crescere quantitativamente e qualitativamente verso traguardi che soltanto qualche anno fa potevano sembrare irreali. Dobbiamo cominciare sin da subito a lavorare per farci trovare pronti quando toccherà a noi essere il Paese ospitante” le parole del presidente Gios.

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