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La scherma in Trentino, Azzolini: «È lo sport per tutti»

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Armati di spada, fioretto o sciabola, due contendenti si combattono con lealtà, audacia marziale e con le movenze armoniose che ricordano quelle di una danza.

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Parliamo naturalmente di scherma, una disciplina sportiva olimpica in cui l’Italia eccelle: è addirittura lo sport in cui il nostro Paese ha conquistato più medaglie olimpiche.

Anche in Trentino la scherma ha una sua tradizione e una storia significativa anche a livello nazionale, ed ha come riferimento il Club Scherma Trentina: il fondatore e presidente del Club è il maestro di scherma e campione del mondo Paolo Azzolini con il quale abbiamo fatto il punto della situazione relativa alla scherma in Trentino, a partire dalla sua storia personale:

Maestro Azzolini come è nata in Lei la passione per la scherma, e come la ha coltivata fino a diventare un campione? qual è il segreto del successo nella scherma?

“La mia personale passione è nata per un incontro casuale, un film di cappa e spada visto in televisione, a 10 anni; da allora la passione non si è mai affievolita, fino a diventare un lavoro. Per quanto riguarda essere un campione, i campioni sono altra cosa; ho gareggiato, certo, ma la scherma è un insieme tale di variabili che il campione è solamente colui che dimostra regolarità nel corso degli anni. Altra cosa invece è essere sempre competitivo, e questo è l’obiettivo di tutti gli schermidori; la differenza tra chi tira di scherma e uno schermidore è esattamente questa: tirare di scherma vuol dire praticare una disciplina sportiva, essere uno schermidore significa essere dentro la disciplina anche quando non si è in pedana. Il vero schermidore prova sempre un certo senso di fastidio quando perde un assalto, ed è questo che lo spinge sempre a fare meglio. esportando questo nella vita, la competitività ed il rispetto dell’avversario/prossimo devono entrare a far parte del modo di pensare dello schermidore.

il segreto del successo non c’è (e anche se ci fosse, dirlo non lo farebbe essere più un segreto), ma ci sono degli ingredienti indispensabili: talento, un buon maestro e buoni compagni di sala, molta forza di volontà e capacità di sopportare la fatica”.

Disciplina antica, elegante e molto complessa, la scherma che benefici ha sul fisico e sulla mente di chi la pratica? in negativo invece, c’è il fatto che è considerata uno sport costoso, quindi esclusivo.

“Dal punto di vista fisico, la scherma apporta numerosi benefici: rende il corpo elastico e scattante, la maggior parte del lavoro è a carico naturale quindi a basso livello d’infortunio; altrettanto la questione dell’asimmetria è compensata da programmi di allenamenti specifici che rendono il corpo simmetrico e armonioso, evitano scoliosi o possibili paramorfismi. Dal punto di vista mentale, la scherma è strategia per eccellenza: occorre saper pensare per sé e per il proprio avversario contemporaneamente, saper prendere decisioni in decimi di secondo e saper programmare la strategia e la tattica tra una stoccata e l’altra; tutto questo a velocità molto elevate. Inoltre rende le persone capaci i reagire allo stress e aumenta notevolmente la concentrazione. è uno sport a costo medio; il materiale ha norme di sicurezza elevatissime (tra l’altro in Italia abbiamo quelle più restrittive al mondo), ma questo garantisce un bassissimo livello di infortunio.; ma la qualità ha un costo, quindi, il principale carico sta nel comprare o affittare il materiale. comunque non meno dello sci o del tennis. Le trasferte per le gare sono un onere, ma organizzandosi con la società è possibile ridurre moltissimo i costi. con una buona organizzazione diventa un o sport per tutti”.

Quali requisiti servono per praticare questo sport? Ci sono llmiti di età?

“Requisiti particolari non ce ne sono, è uno sport adatto a tutti; fatto salvo ovviamente gli obiettivi che ci si pone. questo è vincolato ai limiti di età: avere aspirazioni agonistiche di alto livello iniziando ad età avanzata, non è verosimile, ma si può praticare a medio livello agonistico con grandi soddisfazioni. per questo non ci sono limiti di età: oggi società predispone corsi per ogni livello possibile”.

Le olimpiadi sono solitamente un’ottima vetrina per la scherma italiana, purtroppo però slittano di un anno per il Coronavirus: questo causerà un danno alla scherma e in generale, ai cosiddetti sport minori?

“La scherma italiana è lo sport con più medaglie olimpiche tra tutti gli sport in italia, ed è la seconda federazione nel mondo per numero di medaglie olimpiche, seconda solamente all’atletica statunitense. Inevitabilmente le olimpiadi rimandate avranno dei contraccolpi sul numero di iscrizioni, ma non necessariamente questo dovrà verificarsi. Far conoscere la scherma e svincolarla da equivoci sul suo conto è indispensabile. Si pensa che la scherma sia uno sport particolarmente pericoloso perché si pratica con delle armi; innanzitutto viene conservato il nome, ma sono attrezzi sportivi; e poi si crede che l’agonistica sia obbligatoria: noi proponiamo l’agonistica ma non obblighiamo nessuno. è meglio far sentire un atleta a proprio agio piuttosto che metterlo in una condizione di disagio per la smania di farlo partecipare ad una gara. Ciò non toglie che lo spirito stesso della scherma sia la competizione ed il confronto diretto coll’avversario, momento in cui non solo si ha una misura delle proprie capacità, ma soprattutto è un momento di crescita personale”.

Parliamo adesso della situazione qui in Trentino: la scherma gode di buona salute? è sostenuta adeguatamente? mi pare che i talenti e le giovani promesse non manchino.

“In Trentino di sono tre sale di scherma, Trento, Rovereto e Riva del Garda. storicamente quella di Trento (Club Scherma Trentina) è la più solida e la più grande, con il maggior numero di iscritti. A Trento si pratica soprattutto sciabola, la più dinamica delle tre specialità della scherma moderna. In passato abbiamo avuto anche una sede a Cles e una a Verona, come sedi staccate del Club Scherma Trentina, ma abbiamo capito che è più proficuo concentrarsi su di una sala che faccia da catalizzatore. Tra l’altro la struttura di Gardolo è particolarmente accogliente e funzionale, ben servita dai mezzi pubblici e in una location fortunata: d’estate possiamo fare la preparazione fisica all’aperto, e questo è un valore aggiunto”.

Cosa si augura per il futuro della scherma in generale, e per quella trentina in particolare?

“La miglior cosa che può accadere è una sala con molti frequentanti, soprattutto ragazzi e bambini, le leve future. Anche se la scherma è uno sport individuale, di fatto più sono gli avversari, maggiore è la varietà di stili che si incontrano e maggiore è l’apprendimento. il nostro obiettivo è fare in modo che più nessuno, da qui a qualche anno, possa dire “non sapevo ci fosse la scherma a Trento”, per questo collaboriamo con la circoscrizione di Gardolo, con le scuole e con il Comune”.

 

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