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Ciclismo

Da Moser a Simoni: i fuoriclasse trentini del ciclismo

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Foto: Remo Mosna

Il Trentino-Alto Adige rappresenta da anni una fucina di talenti per quanto riguarda il ciclismo, tanto nel passato quanto nei giorni d’oggi. Il merito va attribuito, in parte, anche alla conformazione del territorio, tale per cui sono presenti in grandi quantità innumerevoli itinerari per qualsiasi tipo di allenamento.

La diffusione di questa disciplina sportiva è poi incentivata ancora di più dal Tour of the Alps, o Giro del Trentino, una corsa a tappe maschile sorta sul finire degli anni ’80 e conosciuta in tutto il mondo anche grazie a siti di esperti e statistiche legate a questa disciplina. 

Il Giro del Trentino prende il via al termine di aprile e sfogliando l’albo d’oro di questo tour è possibile notare un gran numero di campioni di caratura nazionale e internazionale: Francesco Moser, Maurizio Fondriest, Cadel Evans, Mikel Landa, Thibaut Pinot e l’elenco potrebbe continuare ancora. Tra questi sono molti gli atleti che oltre ad aver vinto il Giro del Trentino, sono anche originari di questo territorio.

Impossibile non citare per primo Francesco Moser, classe 1951, originario di Palù di Giovo: vincitore di 273 corse, è attualmente il ciclista italiano che vanta più successi in carriera tra cui un Giro d’Italia, un Campionato del mondo su strada e uno su pista.

È celebre, inoltre, per essere stato il primo uomo ad infrangere i 50 km in 60 minuti: a Città del Messico, nel 1984, raggiunse la velocità di 51,151 km/h. Gilberto Simoni condivide lo stesso paese di Moser e anche lui si è imposto a livello internazionale grazie a due vittorie nel Giro d’Italia (nel 2001 e nel 2003), ma anche con successi arrivate nel Tour de France e nella Vuelta Espana.

Qualche generazione più avanti un nuovo trentino si è imposto ai vertici del ciclismo mondiale, Maurizio Fondriest, classe 1985. Il ciclista ha conquistato due Coppe del Mondo nel 1991 e nel 1993, oltre al Campionato del Mondo in linea ottenuto nel 1988. In anni molto più recenti, nel 2020, ha ricevuto il premio che il CONI conferisce per alti meriti sportivi, il Collare d’oro.

Non mancano però i grandi interpreti anche in tempi a noi molto più vicini. Ne sono un esempio i giovani Gianni Moscon e Letizia Partenoster: il primo si è laureato campione italiano a cronometro su strada nel 2017 e 2018 mentre la seconda ha raccolto grandi successi nella Juniores e nell’Under 23. Nomi più celebri perché attivi da più tempo tra i professionisti della disciplina sono Matteo Trentin, Daniel Oss e Cesare Benedetti.

Il primo, spesso in buona posizione nei pronostici sulle gare di ciclismo più prestigiose come outsider, è definito un “cacciatore di tappe” e nel suo palmarès personale vanta due Parigi-Tours, una tappa al Giro d’Italia, tre tappe al Tour de France e ben quattro alla Vuelta Espana, senza contare la vittoria ai campionati europei nel 2018 e il secondo posto al campionato mondiale nel 2019.

Oss invece può vantare otto partecipazioni al Tour de France e tre al Giro d’Italia: sono inoltre arrivati due riconoscimenti nei campionati del mondo, categoria cronosquadre, sia nel 2014 che nel 2015, oltre a due argenti arrivati nelle due annate seguenti. 

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