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Calcio

L’Anaune è pronta all’inizio dell’Eccellenza. Ghirardini: “Con Manfioletti vogliamo crescere sempre di più”

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Domenica 6 settembre, finalmente, si riparte. Dopo quasi esattamente 7 mesi dall’ultima partita di campionato, l’Eccellenza è pronta a dare il via alla nuova stagione calcistica regionale.

Il campionato scorso, terminato anzitempo l’8 marzo a causa della pandemia, ha visto il Trento di Mauro Giacca trionfare senza lasciare scampo agli avversari.
Più interessante era sicuramente la lotta per la salvezza, che al termine della sesta giornata di ritorno vedeva ben 7 squadre in 5 punti. La Rotaliana ultima in classifica aveva 20 punti mentre, il Brixen decimo in classifica, ne aveva appena 25.

In mezzo a queste due squadre si trovava anche l’Anaune, che aveva iniziato la stagione con in panchina Manuel Mariotti, salvo poi proseguire per la seconda parte del campionato con Mister Libanoro. La società di Cles, complice la sconfitta contro il Trento sempre in data 8 marzo, si trovava al terzultimo posto con 21 punti, al pari del Comano Terme e ad un solo punto dal San Paolo.

La salvezza, sicuramente, non sarebbe stata facile né tantomeno scontata ma la squadra allenata da Libanoro arrivava da discreti risultati come la fondamentale vittoria nello scontro diretto contro il San Martino per 3-0 e stava cercando di mettersi su binari più consoni.

Lo stop forzato del campionato e la conseguente decisione di congelare la classifica ha comportato il blocco delle retrocessioni, regalando un sospiro di sollievo a tutte le squadre in lotta, compresa l’Anaune che, preparandosi alla nuova stagione in Eccellenza, nel mese di maggio ha letteralmente sorpreso il calcio regionale, annunciando un colpo da 90 per la panchina.
Per questa stagione, infatti, sarà il Re dell’Eccellenza Manfioletti (7 volte vincitore del massimo campionato regionale) a sedere sulla panchina gialloblù.

Dopo l’eliminazioni ai danni del Dro Alto Garda (sconfitta per 1-0 all’andata; vittoria per 3-2 al ritorno) nella Coppa Regione, Manfioletti e i suoi ragazzi sono pronti a partire ufficialmente con il campionato di Eccellenza, che vedrà l’Anaune sfidare tra le mura amiche il Maia Alta.

In occasione proprio dell’inizio del campionato abbiamo sentito il Direttore Sportivo Gianluca Ghirardini:

Com’è nata l’idea Manfioletti?
“Diciamo che l’idea Manfioletti non è nata da noi, anzi, è stato proprio il Mister a contattarci e ha chiedere un primo incontro. Noi onestamente non ce lo aspettavamo e, prima di allora, aveva altro idee. La sua chiamata ci ha ovviamente sorpreso ma allo stesso tempo ci siamo sentiti molto orgogliosi soprattutto pensando al suo passato e ai titoli che è riuscito a vincere. Dopo questo primo contatto abbiamo organizzato un incontro e abbiamo fatto due chiacchiere e da cosa è nata cosa. Ci siamo trovati immediatamente su tutti gli aspetti e non parlo solo dal punto di vista di prima squadra, ma su tutto quello che è il mondo Anaune e quindi ad un livello più ampio come a livello di settore giovanile e a livello dirigenziale. Lui ci ha detto come fosse una cosa che da sempre lo incuriosiva e siamo estremamente soddisfatti di essere riusciti a trovare un accordo che tengo a specificare è pluriennale.
Gli abbiamo chiesto non solo di occuparsi della prima squadra, ma, vista la sua esperienza, di dare una mano a far crescere l’intera società. Un ruolo quasi a 360 gradi.”

Qual è stata la strategia sul mercato? Come vi siete mossi?
“Fino all’anno scorso c’era Andrea Zanoni come Direttore Sportivo ma da quest’anno ha deciso di occuparsi di questioni differenti sempre ovviamente legate all’Anaune ma ci teniamo a ringraziarlo moltissimo per il lavoro svolto da DS nel corso degli anni.
Per quanto riguarda questa sessione di mercato, insieme al Presidente e a Matteo Paternoster abbiamo cercato di creare un gruppo solido per riuscire in questo primo anno di novità a completare al meglio la rosa. Gli acquisti sono stati 4: Rizzi, Paoli, Mariotti Manuel e Badjan.
Siamo stati particolarmente stupiti e allo stesso tempo felici dalla voglia di Manuel di rimettersi in gioco dopo 3 anni di inattività, visto che è stato il vice allenatore di Moratti e poi è diventato anche il nostro allenatore. Non giocando appunto da diversi anni non ci aspettavamo una così grande voglia di tornare a giocare e dobbiamo dire ancora una volta che siamo stati entusiasti. Manuel durante questi anni ha comunque continuato ad allenarsi e a mantenere un ottimo stato di forma e sappiamo quanto lui sia un elemento fondamentale per il gruppo e per l’intera società non solo come giocatore ma anche e soprattutto come persona. La sua presenza all’interno del gruppo sarà fondamentale e siamo felicissimi di riaverlo tra noi.”

Com’è stato lavorare dal punto di vista economico con il Covid-19?
“Sicuramente rispetto agli anni passati c’è stato un importante cambiamento e dobbiamo ringraziare soprattutto i nostri ragazzi. Grazie al gruppo solido che si è creato, grazie all’unione che c’è tra tutti i componenti della squadra e al legame che negli anni si è formato tra dirigenti, staff e giocatori, questi ultimi han deciso di tagliare parte del loro rimborso spese, venendo così incontro alla società che, come quasi tutte le squadre in questo periodo difficile sono state costrette e lo sono tutt’ora a fare dei sacrifici.
Lo abbiamo già fatto in diverse occasioni ma ci tengo particolarmente a ringraziarli ancora una volta. Il loro attaccamento alla maglia significa moltissimo.
Devo dire che anche i nuovi acquisti hanno fatto la loro parte. Non sono assolutamente stati pretenziosi e sono stati i primi a capire la situazione economica e siamo riusciti tutti a venirci in contro.”

Quali sono gli obiettivi dell’Anaune a breve ma anche a medio/lungo termine?
“Sostanzialmente possiamo dire di avere due obiettivi: uno umano/societario, che è quello di far crescere e continuare a far crescere i nostri giovani per poterli portare poi un giorno in prima squadra. Proprio a tal proposito c’è una costante collaborazione tra il responsabile del settore giovanile Ianes e il Mister Manfioletti per cercare di sviluppare sempre di più questo ramo della società che già negli anni ci ha dato grandi soddisfazioni.
Dal punto di vista sportivo è evidente come negli ultimi anni abbiamo faticato in Eccellenza, raggiungendo delle salvezze sudate nonostante fossimo tutti consapevoli di avere un’ottima squadra. Probabilmente l’arrivo di Manfioletti servirà anche come “scintilla” per i giocatori, per portare non solo bravura, ma anche esperienza, maturità, tutti elementi fondamentali durante l’arco della stagione.

Andando più nel dettaglio noj si deve pensare che, visto l’arrivo di Manfioletti, l’Anaune voglia andare subito in Serie D, non vogliamo assolutamente fare le cose improvvisate. Nel caso succedesse vogliamo essere pronti non solo come rosa ma anche e soprattutto dal punto di vista societario. L’eventuale arrivo in una categoria impegnativa come la Serie D deve essere una cosa ragionata, pensata perché poi una volta arrivati lì è necessario essere pronti sotto tutti i punti di vista altrimenti le conseguenze possono anche essere disastrose e si rischierebbe di buttare via anni e anni di duro lavoro.
L’obiettivo chiave quindi di questa stagione sarà fare un campionato diverso da quelli precedenti e quindi una stagione tranquilla e di costante crescita.”

Dopo le prime due gare di coppa contro il Dro arriva l’esordio in campionato con il Maia Alta. Come ci arriva l’Anaune?
“Io ho visto una crescita costante da parte della squadra, sin dalla prima partita pre-campionato. L’amichevole col Trento e soprattutto l’ultima partita contro il Dro hanno evidenziato davvero dei passi in avanti notevoli e ne siamo tutto estremamente soddisfatti. In particolare nell’ultima sfida (vittoria 3-2 contro il Dro) abbiamo giocato molto bene.
E’ chiaro che ci sono elementi nuovi che devono ancora integrarsi al 100% con il resto dei compagni ma sono situazioni normali che capitano sempre quando arrivano ragazzi da altre squadre ma sono indubbio i costanti miglioramenti di tutti quanti.
Per questo motivo credo che per vedere la migliore Anaune ci vorrà ancora qualche settimana perché gli ultimi arrivati devono integrarsi al meglio e i ragazzi sono comunque ancora carichi di lavoro ma nonostante questo stanno già esprimendo molto di quanto gli viene chiesto dal Mister. Credo che col passare delle settimane potremmo toglierci grosse soddisfazioni”


Come hai visto la scelta di ricominciare il campionato come ogni anno? Pensi sarebbe stato meglio aspettare un po’ vista la situazione Covid?
“Dal nostro punto di vista posso dirti che, da un lato, crediamo sia stato giusto iniziare subito e ti parlo soprattutto dal punto di vista di settore giovanile. I nostri ragazzi, come quelli di tutte le società ovviamente, erano fermi davvero da tanto tempo e sappiamo quanto sia importante per loro. Il calcio non deve essere visto come un semplice “dai vai a giocare”, ma è un vero e proprio aiuto ai genitori per permettere ai loro figli di uscire e di svagarsi in compagnia. Il periodo di lockdown è stato sicuramente duro e impegnativo per tutti, con i bambini che si sono ritrovati senza scuola, senza calcio e senza alcuna possibilità di uscire a divertirsi, per questo crediamo sia stato un bene ricominciare subito.
Detto ciò, parlando più a livello di prima squadra, credo che iniziare adesso o iniziare dopo non porti grosse differenze, l’importante è che la Federazione sia consapevole di quello che sta facendo. Non sarebbe bello iniziare il campionato domenica e poi interromperlo poco dopo quindi credo che se la Federazione è giunta a questa decisione è perché ha ben chiaro il quadro generale”

Qualche giorno fa Pellizzari ha chiesto alla Provincia e non solo di rivedere il protocollo e quindi evitare la quarantena per tutta la squadra in caso di positività. In questo senso sono stati fatti passi avanti. Credi sia stata una scelta giusta?
“Si assolutamente. Ovvio che se parliamo di una persona positiva sintomatica allora forse è bene fare un discorso più ampio e cercare di andare a vedere meglio la situazione dell’intera squadra ma in un caso di ragazzo asintomatico è giusto che sia solo quella persona ad essere allontanata e messa in quarantena. La reputiamo la scelta migliore perché non essendo professionisti quasi tutti i giocatori di tutte le società lavorano e costringerli ad una quarantena per una positività di un compagno andrebbe ad intaccare quella che è la vita privata e lavorativa di una persona ed è assolutamente una cosa che quasi nessuno può permettersi e si rischierebbe poi di vedere molti ragazzi abbandonare proprio per evitare di restare a casa da lavoro.
Inoltre, durante il campionato non sarebbe come avvenuto per la Coppa. Se trovassero un positivo di una società e si dovesse mettere in quarantena tutta la squadra si dovrebbe andare a controllare anche tutti quelli entrati a contatto nei 14 giorni precedenti, portando così di conseguenza a sospendere anche 2-3 partite. Diventerebbe infattibile e il campionato non potrebbe andare avanti. Siamo quindi contenti si sia riuscito a trovare un compromesso.


Il settore giovanile dell’Anaune è da sempre un settore molto ben curato e che ha ottenuto anche ottimo risultati negli anni. Quanto è importante per voi?
“Il settore giovanile, per noi, è l’elemento di punta della società. Abbiamo ragazzi da tutta la Valle e anche dalla Val di Sole e vogliamo cercare di coinvolgerne sempre di più.
Con Ianes e Mariotti si sta cercando lavorare sempre di più per raggiungere determinati obiettivi e qui vorrei ringraziare pubblicamente non solo loro due ma anche tutti gli allenatori e i collaboratori del settore giovanile che svolgono un enorme lavoro, prendendo in maniera davvero seria questo lavoro. Come detto prima l’obiettivo del settore giovanile è quello di far crescere tutti i ragazzi che ci sono per poterli far arrivare un giorno in prima squadra, che deve essere un obiettivo anche per gli stessi ragazzi. Sicuramente in questo momento non è facile lavorare perché sappiamo anche che moltissimi genitori possono avere delle preoccupazioni in merito alla questione Covid e sono ancora titubanti nell’iscrivere i loro figli in attesa di maggiori garanzie. Noi però ci sentiamo di rassicurarli perché stiamo facendo tutto quello che è necessario per garantire la massima sicurezza nostra, dei ragazzi e di tutte le persone che collaborano con noi. Abbiamo preso le giuste precauzioni e stiamo attuando tutto quello richiesto dal protocollo per svolgere in piena tranquillità e sicurezza ogni allenamento o partita che sia.
Crediamo sia fondamentale ora più che mai dare ai ragazzi un luogo dove svagarsi, divertirsi, trovarsi tuti insieme con gli amici, soprattutto in un periodo molto particolare come quello che stiamo attraversando.

Parlando di settore giovanile ci tengo a fare un ringraziamento speciale a Morano, giocatore della prima squadra che purtroppo nei primi minuti della gara di andata contro il Dro ha subito un brutto infortunio al ginocchio ma, nonostante ciò e nonostante non abiti proprio vicino, ha deciso comunque di seguire la squadra dando così una mano sia a livello di gruppo che al Mister, essendo ormai lui una figura quasi storica della prima squadra. Oltre a questo poi continuerà il suo lavoro di allenatore di una squadra delle giovanili e noi possiamo solo essergliene grati”

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