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Short Track, la Nazionale in raduno a Bormio. Il d.t. Gouadec: “Identità e coesione per crescere ancora”

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Dopo le prime due settimane di lavoro al Centro Tecnico di Preparazione Olimpica di Formia, la Nazionale italiana di short track prosegue il suo percorso di avvicinamento alla prossima stagione al Centro Tecnico Federale di Bormio. Fino all’11 agosto la squadra tricolore sarà infatti impegnata nel secondo raduno estivo con l’obiettivo di prepararsi al meglio per gli importanti appuntamenti all’orizzonte.

Chiusa una stagione memorabile dal punto di vista dei risultati con 4 medaglie olimpiche che l’hanno incoronata la disciplina più vincente dell’intera spedizione azzurra, ora lo short track tricolore è chiamato ad una nuova programmazione in vista del quadriennio che porterà a Milano Cortina 2026. Intanto, c’è da preparare soprattutto la prossima stagione.

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Ventiquattro gli atleti convocati dal d.t. Kenan Gouadec e dai coach azzurri Derrick Campbell e Nicola Rodigari in vista del secondo raduno stagionale: Chiara Betti (C.P. Pinè), Nicole Botter Gomez (Fiamme Oro), Elisa Confortola (Fiamme Oro), Viola De Piazza (Bormio Ghiaccio), Katia Filippi (Fiamme Oro), Gloria Ioriatti (Fiamme Oro), Arianna Sighel (Fiamme Oro), Arianna Valcepina (Fiamme Gialle), Martina Valcepina (Fiamme Gialle), Mattia Antonioli (C.S. Esercito), Andrea Cassinelli (Fiamme Gialle), Pietro Castellazzi (Bormio Ghiaccio), Yuri Confortola (C.S. Carabinieri), Tommaso Dotti (Fiamme Oro), Marco Giordano (C.S. Carabinieri), Luca Lim (V.G. Torino), Alessandro Loreggia (Fiamme Oro), Pietro Marinelli (C.S. Esercito), Thomas Nadalini (Fiamme Oro), Davide Oss Chemper (C.P. Pinè), Lorenzo Previtali (Fiamme Oro), Pietro Sighel (Fiamme Gialle), Luca Spechenhauser (C.S. Carabinieri) e Davide Viscardi (C.S. Esercito).

Un appuntamento importante per varare il nuovo corso azzurro che riparte dalle certezze di Pechino ma che tanto ha in cantiere per il futuro. Il momento migliore per scambiare due chiacchiere con il d.t. Gouadec: un sguardo alle recenti soddisfazioni lasciate alle spalle ed uno rivolto invece già all’Italia che verrà.

Kenan, sei rientrato nello staff tecnico dell’Italia a dicembre 2021, a soli due mesi dai Giochi di Pechino. Quale è il tuo bilancio della seconda parte di stagione 2021-2022?

Abbiamo fatto bene e sono soddisfatto. Quando sono tornato la squadra fisicamente e tecnicamente era preparata, il mio compito era intervenire nella gestione dei rapporti interni al gruppo perché c’erano stati in passato dei problemi. Ho cercato di mettere insieme tutti i pezzi e dare continuità al lavoro svolto in precedenza così da chiudere nel migliore dei modi. L’Olimpiade, in questo senso, ci ha dato grandi risposte. Al Mondiale abbiamo poi fatto delle scelte anche in ottica futura e abbiamo visto cose molto interessanti. C’è tanto da fare ma anche tanto potenziale su cui lavorare“.

Per la stagione 2022-23 i coach della Nazionale saranno Campbell e Rodigari. Quale contributo ti aspetti da parte loro?

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Nicola è ormai quattro anni che allena e nell’ultima stagione si è rivelato un punto di riferimento fondamentale per il gruppo, soprattutto nei momenti di difficoltà. Sta crescendo tanto in questo ruolo di allenatore ed è il simbolo della continuità che vogliamo trasmettere a tutti. Campbell può invece già vantare una grandissima esperienza perché da vent’anni lavora nello short track in cui ha raccolto successi da tecnico e, ancor prima, da atleta. Credo possa portare alla squadra una maggiore ambizione e la voglia di crescere senza staccare mai la spina o rilassarsi. Della sua presenza beneficerà l’intero staff tecnico e tutto l’ambiente perché credo nell’importanza del confronto con professionisti stranieri che offrono un punto di vista nuovo, soprattutto con chi ha lavorato in realtà di eccellenza come Stati Uniti, Canada e Cina“.

Guardando al prossimo quadriennio, quale è l’obiettivo a breve termine e quello a lungo termine?

L’obiettivo a breve termine è ripartire da zero su basi solide. Vogliamo costruire nuove fondamenta per dare stabilità negli anni a venire, impostando il lavoro con calma e lungimiranza e fissando obiettivi chiari per tutti. A lungo termine mi spingo invece oltre Milano Cortina. I Giochi del 2026 sono la chance per portare lo short track azzurro ad un livello ancora superiore e la mia sfida è assicurare un ricambio di atleti importanti anche quando i campioni di oggi smetteranno“.

Su cosa pensi si possa migliorare maggiormente in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026?

Dobbiamo dare un’identità ben precisa e lavorare sulla coesione e sull’unità della squadra, elementi su cui in passato abbiamo evidenziato carenze. Così saremo in grado anche di alzare il livello medio della Nazionale senza la necessità di affidarci soltanto alle nostre eccellenze; per fare questo serve investire per costruire una struttura di supporto sempre più efficiente“.

Quale sarà il ruolo di Arianna Fontana nel percorso di questa nuova Italia?

Poter contare su un’atleta del livello di Arianna deve rappresentare un elemento di positività per tutti. Fontana ha talento e grandissima esperienza e, nel rispetto delle sue scelte, cercheremo di integrarla nella maniera migliore possibile perché possa dare un contributo di valore ed essere un punto di riferimento. Arianna può aiutare il gruppo e il gruppo può aiutare Arianna per centrare insieme gli obiettivi importanti che ci siamo prefissati“.

Elena Viviani ha annunciato il ritiro. Intanto, però, molti giovani si sono messi in mostra con risultati importanti a livello Junior. Ci sarà l’occasione per qualcuno di aggregarsi alla Nazionale Senior?

Elena Viviani comincia un nuovo percorso da allenatrice e sono certo che saprà darci in futuro una grossa mano. I risultati a livello Junior sono invece sempre indicativi di quello che è il potenziale degli atleti e questo ci fa ben sperare. A noi il compito di costruire un sistema che sia in grado di accelerare il processo di integrazione e di crescita dei nostri giovani, senza buchi né ritardi, sempre nel rispetto dei necessari step di maturazione da osservare. Una migliore transizione tra le categorie può essere la chiave per costruire la prossima Italia dello short track“.

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