Connect with us logo La Voce del Trentino

Atletica

Montecarlo: Tamberi 2,20, Furlani 7,90 tra i big

Pubblicato

il

Serata amara a Montecarlo per il campione olimpico Gianmarco Tamberi, nell’ultima verifica prima degli Europei di Monaco di Baviera: l’azzurro salta 2,20 alla seconda prova e poi esce di scena con tre errori a 2,25 (ottavo posto), meno di quanto fatto lunedì pomeriggio in Ungheria (2,24).

La decima tappa della Wanda Diamond League, al Meeting Herculis del Principato di Monaco, rilancia la primatista italiana dell’asta Roberta Bruni, al quarto posto con 4,51. Per le altre azzurre che decolleranno verso la rassegna continentale c’è la settima piazza di Ayomide Folorunso nei 400hs (55.01) e il decimo posto di Gaia Sabbatini nei 1500 (4:04.96), nella gara dello spettacolare 3:50.37 della keniana Faith Kipyegon, secondo tempo di sempre.

In chiave futuro, continua a stupire per costanza di rendimento il 17enne Mattia Furlani, senza paura al debutto in Diamond League, settimo con 7,90 (-0.3) nel lungo a pochi giorni dai quattro turni di gara dei Mondiali U20 di Cali e con il fuso orario ancora da smaltire del tutto. Velocità show: miglior crono dell’anno nei 100 femminili per merito della giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce (10.62/+0.4), fiammata da 19.46 per lo statunitense Noah Lyles nei 200 metri (vento +0.8).

Pubblicità
Pubblicità

TAMBERI OTTAVO – La consolazione, se possibile, è che nella passata stagione saltò un modesto 2,21 proprio a Montecarlo nell’ultima gara prima delle Olimpiadi: come sia andata a finire in Giappone, tutti lo ricordano. L’altra nota che può alleggerire la serata ‘no’ di Gianmarco Tamberi è che non decollano nemmeno gli altri saltatori europei in gara Andriy Protsenko (Ucraina) e Yonathan Kapitolnik (Israele), tutti out con tre errori a 2,25.

Inevitabile però che stasera nella testa del campione olimpico frullino pensieri negativi, a sei giorni dalla qualificazione degli Europei di Monaco di Baviera (martedì 16 agosto alle 18.35). È un passo indietro per Gimbo rispetto a due giorni fa, al 2,24 di Székesfehérvár, accompagnato da sorrisi nonostante una condizione fisica lontana dai giorni migliori, fiaccata dal Covid post-Mondiale: a Montecarlo il trentenne azzurro delle Fiamme Oro non fa meglio di 2,20, saltato alla seconda prova, e si arrende alla misura di 2,25, senza andare oltre l’ottavo posto. 

I primi due piazzati sono gli stessi dei Mondiali in Oregon: il qatarino Mutaz Barshim e il coreano Woo Sanghyeok griffano lo stesso percorso senza macchie fino a 2,30 e sbagliano a 2,32. Si spareggia: falliscono entrambi il 2,32, ma l’oro di Tokyo Barshim infila il match-point a 2,30, misura che nel jump-off sfugge a Woo. Terzo il neozelandese Hamish Kerr (2,25), quarto lo statunitense JuVaughn Harrison (2,25). 

“Mi aspettavo un altro tipo di prestazione e mi dispiace per le tantissime persone venute a sostenermi – dichiara Tamberi ai microfoni di Rai 3 – oggi ero molto stanco, mi sentivo svuotato, non ho recuperato a pieno dalla gara di lunedì in Ungheria ma non credo che questa serata precluderà la mia partecipazione agli Europei. Per quanto non mi sentissi bene già dal riscaldamento, ho voluto provarci, anche per l’affetto dei tanti tifosi italiani in tribuna. Questi due test non sono stati un gran successo, ma li metto da parte, non riesco a prendermela con me stesso: giorno dopo giorno mi sento un pochino meglio, so che in 7-8 giorni può cambiare tutto e lì mi aspetta un’altra gara. L’obiettivo è andare in finale e poi giocarmi tutto”.

FURLANI, UNA NOTTE TRA LE STELLE – Andare a rileggere le misure con cui si era saliti sul podio ai Mondiali U20 di Cali (7,91 l’argento del cubano Parada, 7,90 il bronzo del brasiliano Boza, giusto otto giorni fa), è un esercizio che serve relativamente. Il debutto di Mattia Furlani nel mondo dei grandi, in una tappa della Diamond League che schierava il campione olimpico Miltiadis Tentoglou, il campione mondiale di Doha Tajay Gayle e una sfilza di finalisti iridati, è l’ulteriore conferma di quanto sia enorme e puro il suo talento: l’azzurro delle Fiamme Oro irrompe nella gara con un robusto 7,90 iniziale (-0.3 il vento) e poi mette a segno altri buoni salti da 7,50, 7,65, 7,46, prima del 6,80 di chiusura.

Il reatino si gode il settimo posto nel massimo circuito mondiale a soli diciassette anni, di nuovo vicino agli otto metri. Il curriculum di chi lo supera in classifica è invidiabile: bronzo olimpico per il cubano Maykel Massó che si impone con 8,35 (-0.4), oro olimpico e mondiale indoor per il greco Tentoglou secondo con 8,31 (-0.5), titolo mondiale indoor di Portland 2016 e altri due bronzi al coperto per l’americano terzo classificato Marquis Dendy (8,31/-0.6), oro mondiale 2019 per il giamaicano Gayle oggi quarto (8,06/+0.4), campione in carica della Diamond League lo svedese Thobias Montler (quinto, 7,96/+0.1), personal best da 8,36 per l’indiano Murali Sreeshankar (oggi sesto, 7,94/-0.8).

Poi c’è Furlani, a pochi passi dalle stelle. A quattordici centimetri dal suo primato di 8,04 con cui ha impressionato a Gerusalemme conquistando l’oro europeo U18. Battuto, stavolta, il campione del mondo U20 Erwan Konate (Francia), ottavo con 7,87 dopo l’8,08 tutto d’oro di Cali. Restando con i piedi per terra, si può davvero sognare. 

“Un’emozione unica, un pubblico mozzafiato – le parole del saltatore allenato dal papà Marcello e dalla mamma Khaty Seck, fratello dell’altista azzurra Erika convocata per gli Europei di Monaco – è stata la gara più bella della mia vita. Saltare con i top mondiali è stato qualcosa di incredibile. Benissimo il primo salto, gli altri sono stati leggermente scarichi, ma ho sentito anche un po’ il jet lag perché sono appena rientrato da Cali. Alto o lungo? Prima o poi decideremo: le continuo a portare avanti entrambe ma nelle gare più importanti porterò quella in cui sono più in forma. No, mio papà non preferisce che io faccia l’alto: preferisce che io mi diverta”.

VERSO GLI EUROPEI: BRUNI, FOLORUNSO, SABBATINI – Nell’ultimo test prima degli Europei di Monaco di Baviera, buon quarto posto per Roberta Bruni (Carabinieri) nell’asta del Meeting Herculis. La primatista italiana impiega due tentativi per saltare 4,36 e 4,51, quindi sbaglia i tre salti a 4,66. Ci riescono in tre, ma non vanno più in alto di così: l’australiana Nina Kennedy alla prima, la statunitense Sandi Morris alla seconda, la greca Katerina Stefanidi alla terza, dopodiché errori per tutte a 4,76. 

“È stata un’iniezione di fiducia dopo un Mondiale che non è andato come ci aspettavamo – le parole di Bruni – Seconda delle europee, sono veramente contenta: peccato per la pioggia in riscaldamento ma sono riuscita a gestirla”. La primatista italiana dei 400hs Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) resta al di sopra dei 55 secondi, settima con 55.01. È doppietta giamaicana con Rushell Clayton (53.33) e Janieve Russell (53.52), mentre in chiave continentale si distinguono invece le ucraine Viktoriya Tkachuk (quarta in 54.27) e Anna Ryzhykova (quinta in 54.53). 

“Mentalmente ero pronta, fisicamente non mi sento calata rispetto a Eugene – la valutazione post-gara di Folorunso – Qualcosa non ha funzionato tecnicamente, qualche torsione di troppo nella prima parte. Questo risultato ci ricorda che c’è ancora tanta strada da fare, ma anche che stiamo iniziando a entrare nella dimensione internazionale che ci piace”. 

…CHE KIPYEGON: 3:50.37! – Decimo posto per Gaia Sabbatini nei 1500 della folgorante Faith Kipyegon (Kenya), seconda donna di sempre con un sensazionale 3:50.37 a soli tre decimi dal primato del mondo che l’etiope Genzebe Dibaba realizzò sette anni fa, su questa stessa pista dello stadio Louis II.

Due gare in una, come prevedibile: Kipyegon traghettata dalle lepri fino ai -600 metri, prima di scatenarsi in solitaria, e indietro, a distanza, tutte le altre, tra cui la teramana delle Fiamme Azzurre che chiude a circa tre secondi dallo stagionale con 4:04.96. “Ho sentito il tifo di tanti italiani durante la gara, questo mi riempie il cuore di gioia – commenta – Sono un po’ stanchina, stasera mi sono persa nell’ultimo cinquecento. Ma l’importante era non fare errori tattici e oggi mi sono mossa bene. Adesso recuperiamo le energie per Monaco”.

FRASER-PRYCE SENZA FRENI, FRECCIA LYLES – E chi la ferma, Shelly-Ann Fraser-Pryce? È imprendibile la 35enne mamma giamaicana regina dello sprint, a due centesimi dal primato personale con 10.62 (+0.4), un tempo che quest’anno al mondo non era stato ancora corso. Una solidità eccezionale, per la sua sesta ‘race’ sotto i 10.70 da maggio in poi: mai accaduto nella storia dello sprint, una consistenza da record.

In un 100 spaziale si migliora l’altra giamaicana oro dei 200 Shericka Jackson (10.71) e frantuma il primato d’Africa l’ivoriana Marie-Josée Ta Lou (10.72), piombando rispettivamente al sesto e al settimo posto di ogni epoca. Si arriva soltanto quarte con il 10.81 dell’americana Aleia Hobbs. Solo ai Mondiali di casa (19.31) è sfrecciato più veloce di così, Noah Lyles: lo statunitense infiamma la pista monegasca con un superlativo 19.46 (+0.8), mettendo in riga altri due fuoriclasse “stars and stripes” del calibro di Erriyon Knighton (19.84) e del quattrocentista Michael Norman (19.95). 

Grant Holloway (Usa) 12.99 nei 110hs (+0.6), mille metri con successo in rimonta per un altro oro mondiale come Jake Wightman (2:13.88 WL). Tra gli ori di Eugene a segno anche Yulimar Rojas (15,01/-1.0) nonostante i tre nulli iniziali nel triplo, la bahamense Shaunae Miller-Uibo nei 400 (49.28), la giavellottista australiana Kelsey-Lee Barber (64,50). Nel mezzofondo anche il significativo 7:25.93 del burundese Thierry Ndikumwenayo (settimo alltime e miglior crono mondiale 2022), l’1:56.98 della giamaicana Natoya Goule e il 9:06.19 dell’etiope Werkuha Getachew nei 3000 siepi. Monaco di Baviera, Europei, poi la corsa al diamante riparte il 26 da Losanna. 

Archivi

Categorie

di Tendenza