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Festival dello Sport, dalla Puglia al Giappone: sudore e gloria

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Un contagio d’oro” è stato definito quello che ha portato ad un grande risultato dei due azzurri. “Veniamo da un paesino che ha poco da offrirci e volevamo dimostrare quanto è forte la voglia di migliorare per guardare a nuovi traguardi” ha esordito Palmisano, oro olimpico proprio nel giorno del suo compleanno.

“Antonella è la leader, il capo che mi ha insegnato tanto” ha ribattuto Stano. “Ogni giorno ci sono sfide da superare e loro hanno nobilitato tutti i giorni della vita che li hanno portati in Giappone” ha aggiunto Silvia Salis, ex martellista azzurra e ora vicepresidente vicario del Coni.

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Ma come hanno vissuto Antonella e Massimo “la notte prima dell’esame”? “Vado per vincere, mi aveva rivelato Massimo la sera prima di andare a coricarsi. E dopo la sua vittoria – ha svelato Palmisano – gli chiesi di portarmi il tricolore che si era messo in spalla. Avevo una voce dentro che mi ispirava e rivelava che sarebbe stato un grande giorno anche per me”.

E così è stato. “Mi piacciono le sfide – ha puntualizzato Stano – Volevo vincere per la mia famiglia, per la mia piccola Sophie che mi ha dato una carica incredibile e per dare un po’ di carica ad Antonella.

“Sentivo che sarebbe stato il nostro giorno, il coronamento di cinque anni di carriera condivisa”. Una carriera contrassegnata anche da qualche fragilità, dal “timore di aver inventato il dolore per la paura di affrontare una grande corsa.

“Ho dovuto toccare il fondo per risalire e ripartire con più slancio: niente viene per caso e questa esperienza superata è servita a darmi la carica” ha ammesso la protagonista di una marcia trionfale. “Rivedere gli errori, accettare l’insuccesso e poi lavorare ancora con più impegno e determinazione per vincere.

Dalle vittorie – ha detto con convinzione Stano – non impari niente. Impari invece dalle sconfitte se le sai accettare”. Oltre al talento c’è molto, molto allenamento, fondamento di qualsiasi risultato. Avere un contorno organizzato ad alto livello è davvero determinante” ha ricordato Salis.

E per Stano “non è la quantità di chilometri che conta, ma come li fai: per questo abbiamo bisogno di un grande allenatore come Patrick (Patrizio Parcesepe ndr)”.

I risultati olimpici dei due grandi atleti pugliesi hanno risvegliato l’attenzione e l’interesse per la marcia che Antonella Palmisano vuole mettere a frutto: “Mi sento responsabile di portare in giro per l’Italia la marcia iniziando dalle scuole. Per questo è stato ideato il progetto “In marcia con Antonella” dedicato ai più piccoli, ai ragazzi delle elementari e delle medie”.

Un progetto che, c’è da crederci, di strada ne farà molta. Come i chilometri macinati da Antonella e Massimo nel corso di una carriera d’oro.

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