Colpo del Trento, ufficiale Pasquato: “Ho voglia di rimettermi in gioco”

L’ultimo colpo in ordine di di tempo per ilTrento del presidente Giaccaè decisamente un acquisto da 90. Nella mattinata di oggiè infatti stato ufficializzato e presentato Christian Pasquato. L’attaccante nutre un passato di grande importanza. Cresciuto nelle giovanili dellaJuventus, Christian ha poi giocato in società importanti comeEmpoli, Modena, Lecce e Torino. Da segnalare anche importanti esperienze all’estero comein Russia e in Polonia. Dopo un lunghissimo corteggiamento, il classe ’89 passa al Trento. Queste le sue prime parole da gialloblù: CORTEGGIAMENTO –«Come corteggiatore il direttore Gementi non è il massimo (ride). Ci lega però una forte amicizia. La scelta di venire qui è nata ormai un anno fa, quando ho conosciuto il presidente e il mister, avendo avuto un incontro formale con loro. C’era già da parte loro la voglia di portarmi qui ma la mia idea era diversa. L’accordo però è di fatto nato in quell’incontro, dove ho percepito cosa vuole fare la società. Non è stato facile, è stata una trattativa lunga ma siamo riusciti a concludere il tutto». RITORNO AL BRIAMASCO–«Fa piacere tornare. So che arrivo in una società importante, con una storia e che soprattutto ha un progetto, un’idea per il futuro. Mi auguro di portare esperienza e di aiutare questa società a crescere, così come mi auguro che loro possano aiutare a crescere». JUVENTUS –«Anche se sarà contro l’U23,fa sempre uno strano effetto giocare con la Juve, a cui devo tutto. Sono partito a 14 anni da li, e loro mi hanno formato come calciatore ma soprattutto come uomo. Quando parlo di Juve mi vengono ancora i brividi. Cercherò di portare a casa una maglia come ricordo». RUOLOE GRUPPO–«Il trequartista e la seconda punta sono i ruoli in cui mi esprimo meglio. Con il gruppo mi sono trovato bene fin da subito perché è un gruppo sano, con tanta gente che già c’era lo scorso anno. Visti i trascorsi a Padova e Modena alcuni già li conosco, mentre altri li ho incontrati sul campo. E’ importante avere un gruppo solido, perché così si ottengono i successi». CARRIERA–«Sicuramente potevo fare molto di più nella mia carriera. Credo però che la vita di tutti sia già scritta e quindi io ho ottenuto ciò che potevo ottenere. Il calcio poi è fatto di fortuna, di episodi, e deve arrivare tutto al momento giusto. Il mio unico rimpianto è stato quello di non restare alla Juve quando potevo ed essere invece andato a Lecce. A 20 anni però ragioni in maniera differente, e parlare adesso è facile. Non voglio guardarmi indietro. Per me sarebbe stato facile restare a casa, in D, e invece ho voglia di mettermi in gioco ancora una volta». ESPERIENZA–«Voglio essere un esempio innanzitutto durante gli allenamenti, perché credo sia l’aiuto più grande verso la partita. Niente viene a caso, difficilmente se ti alleni male vinci le partite. Poi ricordo che quando ero giovane chiedevo consigli ai più anziani e ora sono io pronto e disponibile ad ascoltare e aiutare chi vorrà, altrimenti farò del mio meglio con l’atteggiamento. Le esperienze all’estero sono state fantastiche. Sono partito un po’ alla cieca, non sapendo cosa avrei trovato, però confrontarsi con realtà diverse e altri stili di vita è stato bello. In Russia più difficile, mentre invece in Polonia è stato più semplice anche a livello comunicativo». NUMERO–«Non lo ho ancora scelto, pensavo all’11 che è libero e mi piacerebbe, però dobbiamo ancora vedere con il direttore. Non è comunque una cosa a cui presto particolarmente attenzione».

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